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GUIDA TURISTICA



Le origini di Civita

Le origini di Civita


Dolcemente adagiata sulle propaggini orientali del Pollino, sorge il piccolo borgo di Civita, immersa in paesaggi mozzafiato e fiabeschi scenari modellati dalla natura nel corso dei millenni, riserve verdi di sentieri e di acque limpide che scorrono dal torrente Raganello, in cui si trova il meraviglioso canyon, siti archeologici, dove si possono udire echi lontani di una variegata cultura, che ha visto il susseguirsi nel corso dei secoli, di Greci, Romani, Bizantini, Saraceni e infine Albanesi.
Per la sua collocazione geotopografica e per la morfologia del suo territorio possiede bellezze uniche ed irrepetibili, oggi meta di numerosi turisti.
Il piccolo borgo che oggi conta meno di 1000 abitanti sembra essere sorto intorno all’anno 1000, ad opera di un gruppo di Cassanesi sfuggiti alle incursioni dei saraceni. Denominato Castrum Sancti Salvatoris in età medievale,nel 1456 fu distrutta da un violento sisma, ci pensarono gli albanesi sfuggiti al giogo turco,a ridare vita al piccolo centro nel 1471. Nulla sappiamo del precedente agglomerato, se non di un rudere di una cappella dedicata al Santissimo Salvatore.
Stando alle testimonianze di Zangari, Dorsa, Rodotà, Scura e dell’illustre concittadino Serafino Basta, poiché è difficile precisare in quale anno furono stesi i capitoli di fondazione di Civita, gli albanesi pare siano giunti tra il 1470 e il 1492 epoca in cui si ebbe il più grande esodo dall’Albania e si stanziarono per lo più nella provincia di Cosenza. Gli stessi paesi vicini stesero i loro capitoli di fondazione con duchi e baroni locali, sempre secondo le testimonianze, Civita pare abbia stipulato i suoi capitoli tra il 1492-95, per 10 anni gli albanesi vennero definiti avventori e non abitanti permanenti.
Quest’ultima supposizione trova conferma nella tradizione orale la quale sostiene che in Civita non è mai esistita altra gente all’infuori degli albanesi e che solo da alcuni secoli vi sono penetrati gli italiani per matrimoni contratti, questo è un fenomeno comune a tutti i paesi albanesi.
A Civita la regolamentazione focolare compare nel 1495 quando veniva tassata per 19 fuochi i nostri avi per sottrarsi alla tassazione ricorrevano ad uno stratagemma, all’approssimarsi della primavera periodo della tassazione distruggevano le capanne, non potendo dimostrare così di possedere una casa evitavano il focatico.
Il toponimo attribuito all’etimo Çifti (coppia) o Qifti (aquila) è più verosimilmente derivante dal termine latino Civitas. Vicende alterne portarono Civita in mano dei Sanseverino di Bisignano che in seguito la concessero a Giorgio Paleologo Assan primo signore della stessa.
Di nuovo in possesso dei primi fu venduta prima al barone Campilongo in seguito al barone Tiberio D’Urso. Rivendicata dai serra nel 1657 restò in loro possesso fino al 1811, quando Civita ottiene i suoi demani autonomi che vengono ridefiniti territorialmente dopo l’unità d’Italia.





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