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La lingua arbëreshe

Con il termine arbëresh si indicano le varietà linguistiche albanesi parlate in Italia dai discendenti degli albanesi che emigrarono nei secoli passati, fondando numerose colonie, disseminate nell’Italia centro meridionale.
Pertanto dal punto di vista linguistico l’arbëresh rispetto all’albanese attuale è caratterizzato in primo luogo da una serie di tratti conservativi poiché si è staccato dal ceppo comune circa 5 secoli fa e non ha partecipato alle innovazioni sviluppatesi successivamente nella lingua della madrepatria.
Allo stesso tempo però presenta tratti innovativi dovuti ad uno sviluppo autonomo avvenuto dopo l’emigrazione e talvolta influenzato dal contatto con l’elemento italo-romanzo.
Quindi i dati delle parlate italo-albanesi sono utili per arricchire ulteriormente l’antica eredità indoeuropea della lingua albanese con elementi della madrepatria andati perduti, d’altro lato sono indispensabili per comprendere e definire le tendenze dell’evoluzione della lingua albanese prima e dopo l’emigrazione.
L’italo-albanese manifesta nella struttura grammaticale e nel lessico una serie di tratti tipici del dialetto tosco.
Tra le parlate italo albanesi alcune sono più conservative, altre presentano una palatalizzazione più o meno forte e ciò è dovuto alle differenti condizioni di formazione delle colonie, alla loro storia e ai diversi rapporti intercorsi tra le comunità albanesi e quelle italiane, il lessico arbëresh è interessante perché in molti casi conserva forme arcaiche non più reperibili in madrepatria.
Tutte le parlate italo-albanesi pur essendo caratterizzate da una forte conservatività presentano la tendenza ad accogliere dialettalismi e italianismi di ogni genere.
Cinque secoli di contatti sempre più accentuati tra queste comunità alloglotte e le popolazioni circostanti hanno portato ad una graduale erosione esercitata dal dialetto romanzo sulle varietà italo-albanesi di cui l’interferenza linguistica rappresenta la fase estrema dati l’alto grado di intensità del contatto e la forte pressione culturale non sono mancati casi di imitazione di tratti strutturali a livello fonologico e sintattico, anche se l’influenza strutturale è legata alla presenza di un bilinguismo diffuso, che per quanto riguarda l’italo-albanese è un fenomeno del secolo scorso.
All’epoca dei primi insediamenti infatti la conservazione della lingua fu favorita soprattutto dalla condizione di isolamento delle colonie albanesi per le quali si tramandano continui contrasti con le popolazioni locali soprattutto per la diversità di usi e costumi cui si deve aggiungere anche la difficoltà di comprensione linguistica.

La lingua è un oggetto culturale che ha come sue dimensioni quella del tempo storico, dello spazio geografico e dello spessore sociale.
La nostra prima lingua fa parte del nostro organismo affettivo relazionale e cognitivo.
Perdere una lingua equivale a perdere un’intera storia.
È convinzione consolidata che tutte le lingue sono un patrimonio dell’umanità che va coltivato e che non deve andare perduto e che con essa vanno salvaguardate tutte le manifestazioni di vita attraverso le quali si esprime un’identità ed una specificità etnico-linguistica.
La lingua arbëreshe è la lingua parlata dalla minoranza linguistica arbëreshe, ossia da quelle popolazioni provenienti da Albania e Grecia stanziatesi nell’Italia meridionale a partire dal XV secolo.
È una lingua che appartiene al ceppo indoeuropeo e si ritiene che sia una varietà del dialetto parlato nel sud dell’Albania ovvero il tosco.
L’arbëresh a differenza dell’albanese comune registra caratteristiche fonologiche proprie ossia hj, h che diventa gh l,lj.
La lingua arbëreshe si è conservata per più di 500 anni mantenendo la struttura fonetica morfosintattica e lessicale d’origine pur registrando piccole varianti che rendono unici e particolari i termini che a volte mutano da paese a paese.
Ciò che colpisce è che nonostante si sia distaccata dall’Albania e dai territori albanofoni dei Balcani durante la diaspora avvenute a partire dal 1400, essa si presenta integra perché non influenzata dalla lingua degli invasori, come è avvenuto invece per l’albanese parlato in Albania. Per tali ragioni,pur mantenendo nella sua integrità la lingua è costantemente a rischio di estinzione oggi è riconosciuta come lingua di minoranza etnico linguistica dallo stato in base alla legge quadro n° 482 del 15 dicembre 1999.
41 comuni e 9 frazioni sparsi in 7 regioni di cui 33 in Calabria 3 in Sicilia 5 in Basilicata, 4 in Molise, 3 in Puglia, 1 in Campania, 1 in Abruzzo.
Esistono 30 comunità caratterizzate da una marcata eredità storica e culturale arbëreshe ma che per ragioni diverse hanno perso l’uso della lingua albanese.

LE COMUNITÀ ARBËRESHE IN ITALIA

BASILICATA
1. Barile (PZ) Barilli
2. Ginestra (PZ) Xhinestra
3. Maschito (PZ) Mashqiti
4. San Costantino Albanese (PZ) Shën Kostandini
5. San Paolo Albanese (PZ) Shën Pali
MOLISE
1. Campomarino (CB) Këmarini
2. Montecilfone (CB) Munxhfuni
3. Portocannone (CB) Portkanuni
4. Ururi (CB) Ruri
PUGLIA
1. Casalvecchio (FG) Kazallveqi
2. Chieuti (FG) Qefti
3. San Marzano di San Giuseppe (TA) Shën Marcani
SICILIA
1. Contessa Entellina (PA) Kundisa
2. Piana degli Albanesi (PA) Hora e Arbëreshëvet
3. Santa Cristina Gela (PA) Shëndha Stina
CAMPANIA
1. Greci (AV) Greçi
ABRUZZO
1. Villa Badessa (PE) Badhesa (fraz. di Rosciano)

COMUNITÀ CHE NON PARLANO PIÙ LA LINGUA ARBËRESHE

Pievetta Bosco Tosca (PC) (Fraz. di Castel San Giovanni); Santa Croce di Magliano (CB); San Paolo di Civitate (FG); Casalnuovo di Monterotaro (FG); Monteparano (TA); San Giorgio Jonico (TA); S. Crispieri (TA); Faggiano (TA); Roccaforzata (TA); Monteiasi (TA); Carosino (TA); Montemesola (TA); Pianiano (VT) (Fraz. di Cellere); Brindisi Montagna (PZ); Rionero in Vulture (PZ); Cervicati (CS); Mongrassano (CS); Rota Greca (CS); San Lorenzo del Vallo (CS); Gizzeria (CZ); Amato (CZ); Arietta (CZ) (Fraz. di Petronà); Zagarise (CZ); Zangarona (CZ) (Fraz. di Lamezia Terme); Palazzo Adriano (PA); Mezzojuso (PA); Sant' Angelo Muxaro (AG); Biancavilla (CT); Bronte (CT); San Michele di Ganzaria (CT).

Altre rilevanti comunità arbëreshe si riscontrano nelle grandi aree metropolitane, soprattutto a Milano, Torino, Roma, Napoli, Bari, Cosenza, Crotone e Palermo.
Sopravvivono forti comunità arbëreshe, che mantengono vive la lingua e le tradizioni dei paesi d'origine, nelle Americhe: U.S.A., Canada, Argentina e Brasile.