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La musica popolare arbëreshe

In Calabria le comunità arbëreshe si distinguono oltre che per la lingua anche per possedere e praticare tradizioni musicali proprie, alcune delle quali rinviano alla cultura d’origine e sono frutto di sincretismi avvenuti nel corso dei contatti con le popolazioni autoctone con le quali si è mantenuto un continuo e reciproco scambio.
La presenza di queste comunità ha contribuito alla vita musicale della regione, la musica è il veicolo in cui meglio si rappresentano l’identità e l’anima arbëreshe, forme e stili caratterizzati da tratti arcaici e primitivi abbinati alla poetica costruita per immagini e metafore che ripropone i motivi legati all’origine storica di questa comunità il tragico abbandono della madrepatria, gli eroi le storie fantastiche della tradizione orale, la nostalgia.
Il tratto più peculiare è sicuramente la vocalità emerge comunque una forma di polivocalità non accompagnata, sia maschile che femminile, caratterizzata da due parti, una parte principale eseguita da un solista che guida le altre voci e un parte di accompagnamento eseguita da una seconda o da più voci.

Fra i repertori spiccano gli apret a due o tre voci eseguite da cantori esperti.
I melanconici e deliziosi vjershet accompagnati da zampogna o organetto che sono tutt’ora vivi nelle comunità calabro-albanesi.
In alcune comunità si trova la danza circolare "Vallja".
La tarantella invece trova riscontro soprattutto nella musica della karramunxa, la piccola zampogna ad oncia diventata patrimonio etnico-musicale arbëresh.
Si nota da parte della comunità che hanno mantenuto il rito bizantino-greco un maggiore attaccamento alle tradizioni musicali per l’importanza che la musica ha nella liturgia e per il carattere orientale che la stessa assume per la presenza del bordone (ison) importante nella musica tradizionale d’Albania.